Ven. 23/05 Carla Bozulich's Evangelista (Constellation)


Hello, Voyager è il nuovo disco di Evangelista, la band di Carla Bozulichh. A licenziarlo è ancora la Constellation, label di culto di base a Montreal che già aveva fatto uscire il precedente album di Carla (intitolato proprio Evangelista) derogando eccezionalmente alla regola di avere nel proprio roster solo artisti canadesi. D'altronde, proprio della preziosa collaborazione di questi artisti (Godspeed You! Black Emperor e Thee Silver Mt. Zion in testa) Hello, Voyager si nutre e si avvantaggia. Ma su tutto risalta il carisma, la voce, l'ispirazione di Carla Bozulich, una delle più vere e talentuose musiciste in circolazione oggi. Il risultato è insommastraordinario, tanto che appena uscito Hello, Voyager è già:
- disco del mese di febbraio su ondarock.it (www.ondarock.it/recensioni/2008_evangelista.htm) + intervista
- disco del mese su The Wire di marzo
- ottima recensione (voto 7/8) + intervista su Blow Up di marzo
- clamorosa recensione (voto 9) su Rumore di marzo
- recensione più importante (la prima, a tutta pagina) su Mucchio Selvaggio di marzo

"Nel suo primo album su Constellation, la cantante scrittrice e art performer americana Carla Bozulich ha compiuto la più insolita delle mutazioni della sua pur versatile carriera (vedi l'alt. country eretico dei Geraldine Fibbers), con un pezzo che ha lo stesso fuoco nelle vene delle invocazioni di un Cave o David Tibet, calato però in una ruvida poetica del quotidiano, senza sovrastrutture mitico-religiose. il titolo di quel brano, Evangelista, è divenuto il nome del gruppo 'aperto' (vi hanno suonato vari musicisti italiani in un tour recente) di questa nuova prova, ricca quanto la bellissima confezione. Se il precedente album ammaliava col suo mix lacerante di poesia e astratti arrangiamenti, qui l'autrice offre difatti un campionario molto più vario e strutturato del proprio talento, disposto a ventaglio attorno a quel nucleo di sublime spleen che è The Blue Room, canzone da tempo in repertorio arrangiata con perfetto cesello d'archi e modulazioni vocali da pelle d'oca. Troviamo quindi schegge di rovente poesia hc punk - è Carla la P. Smith/L. Lunch del nuovo millennio - e spiritato camerismo per quintetto d'archi, diari blues torcibudella e paurose sperimentazioni, fino alla lunga apocalittica declamazione improvvisativa
della title-track. Roba da coperina, al pari del nuovo cd degli amici Thee Silver Mt. Zion, che qui abbondantemente collaborano
"

(9) Vittore Baroni, Rumore marzo 08

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