Sab.28/02 Ralfe Band (Uk/Talitres)

Scovata qualche anno fa dallabuonanima di John Peel, questa band inglese capitanata dallo stravagante Oly Ralfe (anche attore nella serie televisiva The Mighty Boosh, in onda sulla BBC3) si è fatta notare per un fantastico disco d'esordio capace di stare, come ha scritto Eddy Cilia, " da qualche favolosa parte tra i Rachel's e i Camper Van Beethoven, con qui un tocco di Black Heart Procession, là uno di Calexico o qualcosa sfuggito a A Hawk and A Hacksaw" e si conferma ora con un seguito "Attic Thieves" altrettanto bello e prezioso, che non sta mancando di entusiasmare gli ascoltatori.

Ecco come è stato accolto su Blow Up: "Semplice magia. Canzoni che rapiscono, commuovono, avvincono… originalità che arriva senza forzature, precisione altera e insieme così intima di immaginario. Lunare, alcolica, misteriosa. Non possono esservi anticorpiné barriere emotivi per una stretta al cuore tanto intensa. Che è anche stretta di mano. Perché la musica gentile della Ralfe Band ha il pregio di confortare intanto che stupisce. Di essere ascolto carezzevole che vuole curarti mentre ti spiazza…. Fantasmi di Django Rheinardt e Pogues, Ennio Morricone e Dando Shaft si addensano in un diorama perfetto e suggestivo. Dopo l’esordio sorprendente di ‘Swords’, la lama pervasiva di Ralfe e Mitchell si fa ancora più carezzevole e tagliente. Sino a questo momento il mio disco dell’anno" (8) PiergiorgioPardo, Blow Up, ottobre 2008

Sab.21/02 FATHER MURPHY (Treviso/Boring Machines)


Dal lo-fi degli esordi allo sghembo pop-psichedelico di "Six Musicians Getting Unknown" sono passati quasi sette ann; durante i quali il trio trevigiano (Freddie Murphy: chitarra/voce, Chiara Lee: tastiere/campane cinesi/voce, Vittorio Demarin: viola/percussioni/voce) ha perseguito un percorso personale che lo portava a piccoli passi verso l'oscurità. La saga para-religiosa sviluppata in questi anni si arricchisce ora di un nuovo capitolo, edito dalla benemerita Boring Machines, che parla di eresia come capacità di poter scegliere. "...and He told us to turn to the Sun" è un album scuro e teso, con ampi spazi vuoti incastrati alla perfezione in arrangiamenti che spaziano da atmosfere doom a ricordi chiesastici. Uscito il primo dicembre, si è già guadagnato ottimi riscontri dalla stampa nazionale (intervista e recensione su Blow Up di Dicembre, vedi sotto, Fuori dal Mucchio di febbraio e un bell'8 sull'ultimo Rumore) e all'estero sta entrando nelle playlist annuali di molte radio americane; soprattutto dà enorme soddisfazione la menzione su Pitchfork quale uno degli album dell'anno da parte di John Dieterich dei Deerhoof: "Truly masterfully put together, amazing songs with tons of space and utterly original arrangements. […] Just an incredible album.".

"un disco di carattere internazionale: non l'unico prodotto dall'underground italiano nell'ultimo quindicennio ma certamente uno dei migliori... un disco magico e la band non somiglia a nessuna delle altre italiane... la bellezza della lor musica sta nella perfetta calibrazione delle pause e dei tempi, dei momenti di attesa tra un colpo e l'altro, un passo e l'altro, una ferita e l'altra.
Le nove tracce del disco trasudano una poetica sfatta e sofferta... fanno pensare a Jandek... ereditano dai Supreme Dicks e dai Mount Eerie una religiosa psicosi che trasmettono traducendo le chitarre in tastiere (la splendida "In Their Graves", cinque minuti terminali che da soli fanno un piccolo capolavoro...) e poi, sì, i nostri Jennifer Gentle rispetto ai quali però intimizzano e rendono quieta follia la psichedelia che dà loro una vita..." (7/8)Stefano Isidoro Bianchi, Blow Up Dicembre 08

"Un'evoluzione interessante e di grande originalità, che ne fa uno dei pochi prodotti italiani da esportazione, confermando il Bel Paese, in ambito underground, come terra votata alla psichedelia. Amen." KATHODIK"non abbiamo solo a che fare con la conferma dei Father Murphy come uno dei gruppi migliori in circolazione in Italia, ci troviamo anche davanti a un disco sensazionale che porta a un'esperienza di ascolto unica, impressionante" ROCKLAB

Cerca nel blog