Sab. 05/04 CHARALAMBIDES (Kranky Rec)


Finalmente in Italia per un tour vero e proprio i texani Christina e Tom Carter, ormai considerati unanimemente tra i principali "diffusori” di drone-folk-blues psichedelico del pianeta... Una carriera prolifica (prima con autoproduzioni o lavori su piccole label di culto, vinili per collezionisti, e poi l'approdo sulla benemerita Kranky) mantenutasi sempre su altissimi livelli. " L'opera omnia del duo Tom-Christina Carter è un oscuro rito d'iniziazione, un passaggio catartico che risuona di mantra , di raga indiani, di folk apocalittico e di superbi arrangiamenti d'avanguardia psichedelica, un raggio a più dimensioni che scorre dall'intimità alla globalità universale” (dalla recente monografia dedicata a loro su Ondarock)



Su Likeness : "Likeness si invola sempre più in spirali lisergiche, con il gioco delle perle di vetro della magnifica Memory Takes Hold , tutta rifrazioni d'organo che si distendono tra le corde di Tom Carter, inconfondibile la sua lapsteel ormai… La voce di Christina, di solito così fragile ed etera, acquista confidenza e si fa devisa nel suo accento rockin' . Feather in the Air potrebbe essere uscita da un lontano disco di Ash Ra Tempel , come in un abbraccio cosmico tra Manuel Gottsching e Rosi Muller … la riprova di una rinnovata vitalità" Gino Dal Soler, Blow Up (dicembre 07), voto 7/8

"Sono tornati ai metodi di inizio carriera, Tom e Christina Carte: microfoni aperti, registratore che va, suonare… Un album più astratto e improvvisato del precedente A Vintage Burden , più freddo ma ugualmente affascinante, istigato da un trittico iniziale da brividi… Passi gran parte della sua durata in stato di ipnosi, pregando che dalla nebbia spuntino i Mammatus , si uniscano ai due e i tuoi sensi salgano al livello successivo. Ma forse un'ora e dieci minuti di tale narcotica intensità sono sufficienti, anche senza i Mammatus ” Andrea Pomini , Rumore, 8/ 10".

Sab. 08/03 JON GOMM (uk) + HERMITAGE (Genova)



Accompagnato da percussioni minimal/tribali, ma soprattutto dalla sua chitarra acustica, Jon Gomm si presenta come menestrello e cantautore dalla forte anima blues. Il respiro del suo songwriting è sì più ampio e allo stesso tempo più leggero di come si intende il blues classico, ma nelle sue composizioni la tensione della musica dei padri si sente tutta, dal primo accordo vibrato con forza all’ultimo delicato fingerpicking. Partenza un po’ in sordina, almeno fino a “Stupid Blues” (guarda un po’), strumentale in cui Gomm sembra liberarsi da una sorta di freno, per mettere tutto a ferro e fuoco con la sua voce e la sua chitarra. Con “Hey Child” emergono sottesi echi di Jeff Buckley e la voce si innalza quasi oltre la sei corde, che riprende dopo poco il suo ruolo da protagonista con un centrato assolo elettrico. Molto ispirata “Swallow You Whole”, ricolma di tecnicismi, ma mai noiosa o fine a se stessa. Dopo la simpatica la cover di “High And Dry”, il disco finisce in crescendo con le intense e quasi drammatiche “Butterfly Hurricane” e “Happy Room”. Chiusura con la melodica e tambureggiante “Crazy Johnny”, per un buon lavoro - magari non sempre a fuoco - di un bravissimo chitarrista, che nel libretto ci tiene a sottolineare come non siano stati usati né overdub né trucchi da studio particolari. Ci crediamo, data l’energia e l’anima che trasuda da Hypertension.

Hermitage: un quintetto di giovani speranze su cui in molti in città hanno messo gli occhi, e le orecchie, sopra.
Già vincitori dell'ultimo Goa Boa School Select, il concorso riservato a gruppi di liceali legato al più importante festival musicale genovese.
In poco tempo hanno maturato una rara capacità nello sviluppo di temi, dosando le costruzioni tra crescendo epici alla maniera dei loro punti di riferimento.
se vi ritenete orfani dei primissimi port-royal, se siete amanti della constellation, se siete addirittura ancora invischiati nelle melme lisergiche pinkfloydiane... beh, gli hermitage fanno al caso vostro!

Ven 14/03 MoHa! (Norway - Rune Grammofon)


Improvvisazioni libere su un sound tra il metal e il noise, ritmi e melodie completamente frammentate, spezzettate in tanti piccoli momenti di schizofrenia sonica.
Se in alcuni momenti possono assomigliare agli ultimi Zu (B1), il confronto più diretto è con Don Caballero, Lighting Bolt e gli Hella (C4). Quando si libera la furia sonora, però, non c’è paragone che tenga, la musica diventa totalmente libera, imprevedibile.
Il suo picco l’album lo raggiunge nel finale con la lunghissima B5 .
E’ lì che Anders Hana (chitarra) e Morten Olsen (batteria) mostrano il loro lato più personale e interessante, con atmosfere dark-doom da brivido (già in parte messe in luce in C8), chitarre compresse e ritmi lenti ed estenuanti.

www.myspace.com/themoha
www.runegrammofon.com
www.n-collective.com

Ven 28/03 TO KILL A PETTY BOURGEOISIE (Kranky)+ RED CLOVER


Provenienti da Minneapolis, Jenha Wilhelm (voce, multistrumentista) e Mark McGee (multistrumentista, elettronica) cementano anzitutto piece per voce femminile e arrangiamenti vellutati che molto devono al rock electro-atmosferico (in primis trip-hop e dream-pop), ma poi le sventrano con strati e strati di elettronica noise, fino a renderne irriconoscibili
i connotati, pur mantenendone intatta la potenza espressiva.

www.myspace.com/tokillapettybourgeoisie

Dal recente e casuale incontro tra Sergio Montemagno (tromba, effetti, laptop); Federica Maglioni (voce, chitarra, fagotto, laptop) ; Simone Fratti (contrabbasso, elettronica dal vivo), nasce il progetto sperimentale Red Clover…..suoni naturali d’ambiente , strumenti acustici, melodie, noise, caos, sono gli strumenti attraverso i quali la formazione intende raggiungere un unico obiettivo…provocare nell’ascoltatore un incessante moto emotivo interiore…un momento in cui ci si possa discostare dai pensieri che attanagliano le nostre menti…permettiamo alla nostra energia di turbarci ….

Purifichiamoci….

www.myspace.com/nurseryquartet

www.myspace.com/topolinasuperstar

www.myspace.com/theubikproject

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