Ven. 20/03 VALET (Kranky)


Valet è lo pseudonimo dietro al quale si cela Honey Owens, una tra le artiste più interessanti e originali di Portland, Oregon, città dove si concentrano alcuni fra i più interessanti musicisti della scena acid-folk\psichedelica americana attuale.
La sua musica è fatta di sussurri, effetti, suoni riverberati che potrebbero essere la colonna sonora di un ricordo, vissuto guardando un vecchio album di fotografie, sfocate (dell'era pre-digitale).
Nel suo passato musicale si intrecciano le storie di diverse formazioni musicali, prima tra tutte quella dei Jackie ‘O MotheFucker, nelle cui fila Honey milita a fasi alterne: nel 1999 fa parte della prima formazione, che darà alle stampe il disco d’esordio Fig. 5. Dopo l’uscita del disco, la musicista lascia il gruppo per concentrarsi sui Nudge, formazione molto originale, la cui musica si muove tra elettronica IDM, rock, noise, reggae e funk. Nel 2005 Honey riprende la strada dei Jackie 'O, con Flags Of The Sacred Harp; per poi dare vita al sodalizio,sia affettivo che musicale, con Adam Forkner, a.k.a. White Rainbow, storico musicista degli Yume Bitsu. Con Forkner, Valet da vita a un progetto a quattro mani denominato World, oltre ad una vera e propria etichetta, la piccolissima ma fascinosa Yarnlazer.
Fra queste ed altre collaborazioni, il primo disco da solista, Blood is clean, che esce nel 2007 per Kranky Records, l’etichetta di Chicago da sempre sinonimo di ottima qualità (ha pubblicatoi primi lavori di Low e Godspeed! You Black Emperor): si tratta di un album complesso che unisce suggestioni tantriche ad altre più rock, al crocevia tra psichedelia, ambient evoluta, elettronica minimale e post-folk. “Concepisco la mia musica come una via di mediazione incanalando suoni da un posto sconosciuto, aprendo e rovesciando fuori tutto sul nastro di un computer”. Nel febbraio del 2008 esce il secondo lavoro, Naked city. Un disco onirico e crepuscolare, tra psichedelia, blues e minimalismo, che invita a un viaggio amniotico, tra droni, percussioni tribali e chitarre spaziali “Queste canzoni sono state ispirate dal paesaggio del Pacifico del Nordovest, da stati di sogno semi-cosciente e dall’idea di un codice del DNA a cui si possa accedere come una memoria eterna”.
www.myspace.com/honeyowens
www.myspace.com/basementalmi

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